Buon di e buon anno,

Fatti buon capo d'anno.

E' venuto l'anno nuovo,

E vacche e con bovi,

E con pecore figliate,

E con greggi di castrati.

Tocca cotesto catenello*,

Possa fare un bambinello:

Tocca questa catenella,

Possa fare una bambinella:

Tocca cotesto maniere**.

Possa uscire N. Cavaliere.

Ecco gennaio

Con una bella veste,

Col cappello in testa.

Te la cerco e te la domando

La buona strema, che è capo d'anno.

 

Bonnì e bon'annu,

Fatte vuòne  cape d'anne.

E' benute j' anne nueve,

E cu bacche e cu vuòve,

E cu pecora fijate,

E cu murre de castrate.

Tocca 'ssn catenille,

Puozza fa 'nu citudille:

Tocca 'ssa catenella,

Puozza fa 'na citudella:

Tocca 'ssu maniere.

Puozza scì' N. Cavaliere.

Ecche jennàre

Cu 'na bella vesta,

Cu zu cappiellu 'n testa.

Te la cierche e te l'addummanne  

La buona strina, ch'è capo d'anne.

 

...la notte del 31 Dicembre c'era la serenata delle donne.                                        Le donne dunque picchiano al portone e cantano:

San Martino

30 dicembre 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Non si usavano strumenti musicali. Solo verso la fine della cantata si accompagnano le cadenze dei versi con i rintocchi del battente del portone.

In ultimo una bussata forte e una volta più alta:                                 - Su sentùte?- (hai sentito?)                                                          La mattina si ricevevano pizzelle, fichi secchi, ceci infornati, noci, carrube, ecc.


* L'uncino attaccato all'ultimo anello della catena del camino.

** Ramaiuolo per attingere acqua dalla conca.

Zu sta per il o lo; ora lo Zu è rimasto ai vecchi, e i giovani dicono Ju.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tratto da:

Usi e Costumi Abruzzesi. Volume Secondo.                                                           Antonio De Nino                                                                                                   Tipografina di G.Barbera                                                                                        FIRENZE 1881  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

....la notte tra il 5 ed il 6 di gennaio, la vigilia dell'epifania, è la volta della serenata de "Le Chezette", canto di questua portato dai ragazzi sotto la finestra delle ragazze in cerca di regali sostanziosi e mangerecci per andare, il giorno successivo, a banchettare e bere alla salute di tutti.

Non esiste un unico testo, ma è la creatività e la fantasia degli improvvisati suonatori che crea di volta in volta nuove e divertenti rime, adattate alla melodia del canto, spesso anche con riferimenti specifici alla ragazza alla quale viene portata la serenata.

Il testo sotto riporato ne è un chiaro esempio. Lo stesso è stato rinventato da Adriano Tarullo che lo ha scritto appositamente per la seconda edizione de "L'Appuntamento con la Tradizione", facendo specifici riferimenti agli organizzatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

Addumane è la Pasquetta                         Sia santa e benedetta.                                  E con gli angeli a cantare                           E i pastori a sorvegliare.

E tu Maria prepara la chezetta                  Cà ce sta Claudio che te la mette             Nen ce mettenne né cene né chervune Mittece tutta rrobba bona.

Se la chezetta è pe' la Tradizione      Sienteme a me e a Pajarone                     Nen ce mettenne l'acqua de ju mascherone Ma na' buttija de Orazie Saccone.

Se la chezetta nen te dà 'mbicce         Mittece nu chine de secicce                      Nen jje lassenne suole suole               Mittece pure i cujjune de mule.

Se la chezetta te ju cavute                   Mittece na toppa, dacce n'aiute           Sennò la rrobba và a capaballe                   E de ju mule, manche le...spalle!

 

Domani è la Pasquetta                    Sia Santa e benedetta. benedetta.      E con gli angeli a cantare cantare       E i pastori a sorvegliare.

E tu Maria prepara la calzetta        Che c'è Claudio che te la mette     Non metterci né cenere né carbone  Mettici tutta roba buona.

Se la calzetta è per la Tradizione Ascolta me e Pajarone Pajarone       Non metterci l'acqua del mascherone Ma una bottiglia di Orazio Saccone.

Se la calzetta non ti da impiccio Mettici un chilo di salsicce              Non lasciarlo solo solo solo        Mettici pure i coglioni di mulo.

Se la calzetta ho un buco             Mettici una toppa, dacci un aiuto   Sennò la roba se ne esce                   E del mulo, neanche le...spalle!